E dopo Tropea dove andiamo? Radici ed Indicazioni

E dopo Tropea dove andiamo? Radici ed Indicazioni

La notizia della scelta di Tropea come “Borgo dei Borghi” 2021 mi dà l’occasione di tornare in una casa che non ho mai lasciato, ma dove nella quale stavo lavorando come operaio, cioè il sito di Micilab. Per molto tempo tutti i miei post, compreso quelli relativi a comunicazione&marketing hanno avuto come casa il mio blog IOeSimo – La comunicazione oltre il labirinto , quello dove ogni settimana potete anche leggere gli approfondimenti delle serie tv che pubblico il giovedì sulle pagine de Il Quotidiano del Sud. Adesso è arrivato il momento di fare un po’ d’ordine fra le radici (non a caso uso questa parola). La vittoria di Tropea è per me che da romano ho scelto di mettere radici, appunto, in Calabria una bella notizia, non solo per la bellezza di Tropea ma perché dimostra che, nonostante tante chiacchiere che sentiamo e che vengono anche amplificate, il meridione di questo paese è vivo e presente.
Certo la vittoria di Tropea impone anche delle riflessioni necessarie. Non bastano i premi se non si hanno le pareti per appenderli. Soprattutto quando a volte mancano anche chiodi e martelli per appendere le targhe. Il settore del turismo è un settore fondamentale per questo paese intero non solo per il sud e la Calabria. Un settore che è centrale di quello che è il brand ITALIA, un brand che ha ancora un appeal ed una forza incredibili che credo comunemente non c’è ne sia consapevolezza.
Sto frequentando un master post-lauream organizzato dall’UniCAl – Università della Calabria in Organizzazione e Gestione del Turismo delle Radici. Si tratta di quel fenomeno che ha visto come iniziatori scozzesi ed irlandesi e che hanno portato i loro paesi ad essere mete turistiche incredibilmente frequentati. Il master è coordinato dal prof. Romita ed oltre ad avere un comitato scientifico e un team docenti di primissimo livello ha anche una classe di studenti che si trovano in vari angoli del mondo – potenza della DAD – visto che ci colleghiamo ogni weekend anche dall’Argentina, dal Brasile e dal Canada. A proposito saluto tutti i miei compagni di corso.
Inoltre ha avuto l’attenzione anche del ministero degli esteri e dei politici che si occupano degli Italiani all’Estero. Sicuramente uno dei motivi è che il primo master al mondo in questa maniera – ogni tanto anche noi italiani sappiamo fare le cose. Però credo che un motivo forte sia che gli italo-discendenti che come platea possono essere interessati a venire in Italia, il paese dei loro antenati, il paese da dove partono le loro radici – eccole che ritornano – possono arrivare a stime che sfiorano gli 80 milioni.
Bellissimo! Fantastico! Certo, però bisogna essere pronti. Non solo con la formazione di professionisti di alto livello – si ci siamo! – ma anche dando la possibilità a questi professionisti di creare progetti.
E poi bisogna dare le indicazioni giuste. In un duplice senso.
Nel periodo pre-pandemia c’era stato un aumento del turismo proveniente dall’Asia, non solo Giappone, ma anche Cina e Sud Corea. Secondo voi quando un turista asiatico atterra in uno dei nostri aeroporti italiani che sensazioni può avere. In maniera classica posso dirvi che si sente Teseo senza filo d’Arianna. In maniera più pop vi dico che si sente come John Travolta in Pulp Fiction, forse uno dei meme più famosi che ancora gira su internet! Tutto questo perché la convinzione che tutti parlino inglese è un falso mito duro da scardinare e c’è la mancanza non solo di un guida nella loro lingua, ma anche di un minimo di cartelli. Se poi usciamo fuori, in tutto il territorio italiano il panorama è terribile per quello che riguarda la segnaletica stradale, una babele in cui per la maggior parte delle volte siamo vittime anche noi italiani ed abitanti delle zone. A questo punto qualcuno dirà “ci sono i navigatori!” Molto spesso i navigatori non sono aggiornati! E la cosa riguarda anche gli esercizi commerciali. Ci sono siti internet che riportano volantini ed offerte di siti che oramai sono chiusi da anni!
Quindi come ci arriviamo a Tropea?!?!
Certo la mia è una provocazione, ma che si basa sulla realtà. La cura dell’accoglienza, in ogni suo step, è essenziale, non solo per i turisti ma anche per gli abitanti. Inoltre dobbiamo anche pensare di rivedere le modalità di questa accoglienza e non farla fredda ed impersonale, cercando invece di sottolineare le caratteristiche del posto dove si vive. Nel resto del mondo ci sono molti esempi per rendere le città ed i territori dei luoghi accoglienti e se noi li rendiamo tali per i turisti lo saranno anche per noi.
Dobbiamo capire, proprio mentre stiamo vivendo questa fase della pandemia, che noi possiamo e dobbiamo rendere questo paese migliore per noi e per chi lo ama. Non possiamo pensare sempre di vivere nell’eterna fama del Brand Italia perché anche se è ancora forte, negli ultimi 15 anni ha perso moltissime posizioni. Vivere di rendita non fa bene. Non fa bene anche oltre l’economia del turismo. Le aziende e le imprese, che ora stanno soffrendo per la pandemia, devono capire che riorganizzarsi è l’unica possibilità che hanno. L’unica possibilità perché le loro radici siano ancora forti per generare piante più sane.

 

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